Consorzio Banna Bendola
Home -> Contenuti -> I Progetti


I Progetti
Introduzione
Introduzione
Svolto negli anni 2008-2009 a seguito del contratto di ricerca stipulato tra il Politecnico di Torino e il Consorzio per l’arginatura e la sistemazione del Torrente Banna-Bendola, lo studio ha avuto l’obiettivo di valutare l’efficienza di alcuni interventi strutturali per la riduzione del rischio nei territori adiacenti al corso del torrente. Le opere considerate sono una cassa di espansione e un canale scolmatore già in fase di esercizio, poste nei territori dei Comuni di Balangero e Mathi.
Nell’ambito di questa attività si è esaminata la vulnerabilità idrologica dei territori attraversati dal torrente e si è valutato in via preliminare l’effetto degli interventi antropici sulla capacità del corso d’acqua di smaltire le portate di piena.


Responsabili: P. Claps, D. Poggi
Collaboratori: F. Miotto, R. Radice, L. Periale


Esame degli interventi previsti per la messa in sicurezza idraulica del bacino del Banna - Bendola
L’esame funzionale degli interventi per la messa in sicurezza del territorio interessato dal torrente Banna-Bendola ha richiesto uno studio suddiviso in tre parti. Una prima parte è stata dedicata alla caratterizzazione del territorio in termini di morfologia e rete idrografica e all’esame degli eventi storici e degli interventi previsti e realizzati. La seconda parte è incentrata sulla caratterizzazione della vulnerabilità idrologica dei territori. La terza parte ha un carattere eminentemente idraulico essendo relativa alla valutazione dell’efficacia degli interventi previsti.


Descrizione del territorio
Descrizione del territorio

In questa prima parte si caratterizza il territorio attraversato dal torrente Banna-Bendola, che può essere diviso in due macrozone, una prettamente montana, ed una dalle caratteristiche tipiche di un bacino di fondo valle. Nella zone di monte, la forma geometrica del bacino risulta essere tipica di un bacino pedemontano, con un reticolo idrografico sviluppato sia in termini di asta principale che di aste secondarie.
Le aste fluviali, pur sottoposte a regimazione e ad altri interventi antropici, seguono ancora planimetricamente il loro svipuppo naturale. A partire dalla sezione di chiusura del bacino chiuso a valle della cassa di laminazione di Mathi, scendendo lungo l'asta principale, il bacino residuo presenta delle caratteristiche completamente diverse da quello più a monte: l'idrografia della rete secondaria è fortemente influenzata dalla presenza di una fitta rete di canali di irrigazione e di drenaggio artificiali, e le sezioni trasversali sono estremamente ridotte.


Valutazione della pericolosità idraulica
Valutazione della pericolosità idraulica
La pericolosità idraulica e idrologica del sistema in esame è stata valutata attraverso un'analisi statistica delle serie storiche dei massimi di precipitazione (stazioni pluviometriche di Lanzo, Ciriè e Front Malone), e valutando le portate al colmo di piena secondo metodi di analisi regionale (procedura ARPIEM e Va.PI.) e tramite l'applicazione di un modello afflussi-deflussi realizzato tramite il software HEC-HMS dell'USACE.
Il modello afflussi-deflussi è stato anche applicato per valutare gli effetti di eventi significativi verificatisi nell'ottobre 2000, nel novembre 2004 e nel settembre 2008.


Sistema idraulico
Sistema idraulico
In quest'ultima fase si è valutato il comportamento del nodo idraulico Balangero-Mathi, per semplicità suddiviso nei suoi quattro elementi costitutivi: l'asta del Banna a monte del canale scolmatore, la presa del canale scolmatore, il canale stesso e la cassa di espansione più a valle. Per ognuno di questi elementi si è creato un modello il più accurato possibile sia della situazione attuale, sia della situazione che si andrebbe a creare una volta costruita una cassa di espansione a valle di Balangero.
Si sono eseguite numerose verifiche sul comportamento del nodo idraulico, utilizzando il software HEC-HMS dell'USACE, sotto alcune ipotesi di funzionamento della presa dello scolmatore. Si è poi considerato il funzionamento della cassa di espansione, ovviamente in funzione degli eventi di piena precedentemente individuati tramite la valutazione della pericolosità idraulica.


Idrologia Politecnico di Torino